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Come inoltrare le chiamate ad un customer care tramite BYOC

Come inoltrare le chiamate a un customer care esterno con BYOC: architettura, numerazioni, instradamento, sicurezza e scenari d'uso.

Un’azienda può affidare parte del customer care a un fornitore esterno senza necessariamente trasferire a quel fornitore la proprietà o la gestione dei propri numeri telefonici.

Il modello BYOC, Bring Your Own Carrier, permette di mantenere numerazioni e connettività telefonica sotto il controllo dell’azienda e di instradare le chiamate verso una piattaforma esterna compatibile.

Che cos’è il BYOC

Nel modello tradizionale il fornitore del contact center può offrire insieme piattaforma, numerazioni e traffico telefonico.

Con BYOC i due livelli vengono separati:

  • l’azienda mantiene il proprio carrier o trunk SIP;
  • la piattaforma di customer care gestisce operatori, code e applicazioni;
  • le chiamate vengono collegate tra i due sistemi attraverso un’integrazione telefonica.

Questo può essere utile quando si vuole cambiare piattaforma o outsourcer senza modificare i numeri pubblicati ai clienti.

Perché usare BYOC

I motivi principali sono:

  • mantenere il controllo delle numerazioni;
  • utilizzare il carrier già scelto dall’azienda;
  • separare contratto telefonico e piattaforma di customer care;
  • instradare solo alcune chiamate verso il fornitore esterno;
  • predisporre percorsi alternativi in caso di indisponibilità;
  • cambiare piattaforma riducendo l’impatto sulla telefonia pubblica.

Come funziona l’inoltro

Una configurazione tipica prevede:

  1. la chiamata arriva sul numero aziendale;
  2. il centralino o il carrier applica le regole di instradamento;
  3. le chiamate destinate al customer care vengono inviate alla piattaforma esterna;
  4. il customer care le distribuisce agli operatori;
  5. log e informazioni di chiamata possono essere restituiti o integrati con CRM e sistemi aziendali.

Il collegamento può utilizzare trunk SIP, SBC o altri meccanismi supportati dalle piattaforme coinvolte.

Quali informazioni definire

Prima dell’integrazione occorre chiarire:

  • numeri coinvolti;
  • volumi e picchi di chiamata;
  • numero di chiamate contemporanee;
  • orari e regole di instradamento;
  • modalità di identificazione del chiamante;
  • numerazione presentata nelle chiamate in uscita;
  • gestione delle chiamate non risposte;
  • fallback in caso di guasto;
  • requisiti di sicurezza.

Scenari d’uso

Customer care in outsourcing

L’azienda mantiene i propri numeri ma invia le chiamate di assistenza a un outsourcer.

Più fornitori

Le chiamate possono essere distribuite tra diversi customer care in base a fascia oraria, lingua, prodotto o carico.

Migrazione graduale

Durante il passaggio da una piattaforma a un’altra è possibile instradare solo parte del traffico verso il nuovo sistema.

Continuità operativa

Un percorso alternativo può essere predisposto per deviare le chiamate se il customer care principale non è raggiungibile.

Sicurezza e controllo

L’integrazione telefonica deve considerare:

  • autenticazione tra sistemi;
  • protezione del traffico, quando supportata;
  • limiti agli indirizzi o ai trunk autorizzati;
  • prevenzione delle frodi;
  • monitoraggio del traffico;
  • gestione dei log.

Se vengono trasmessi dati del cliente insieme alla chiamata, occorre inoltre verificare quali informazioni vengono condivise e con quali finalità.

Qualità della voce

La qualità dipende dall’intero percorso tra carrier, centralino, rete e piattaforma di customer care.

È quindi importante verificare:

  • codec compatibili;
  • latenza;
  • eventuali conversioni o transcodifiche;
  • capacità dei trunk;
  • disponibilità di percorsi di backup.

Voice@work e BYOC

Voice@work può utilizzare trunk SIP, Asterisk, API e webhook per collegare la telefonia aziendale a piattaforme esterne.

La configurazione va definita sulla base della piattaforma di customer care utilizzata: non tutti i servizi supportano BYOC nello stesso modo e alcuni richiedono specifici SBC, carrier o modalità di autenticazione.

Per questo il punto di partenza è sempre verificare le interfacce disponibili sui due lati.

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